Amore per la libertà e odio per la tirannide (pag. 363)

Miltiades, post multas res praeclare gestas, a suis civibus exsilio multatus est. Nam Athenienses propter Pisistrati tyrannidem, quae paucis annis antea fuerat, omnium civium suorum potentiam extimescebant. Quare Miltiades, cum multum temporis in imperiis magistratibusque versatus esset, non videbatur posse privatus vivere, praesertim cum, propter diutinam in Chersoneso imperii consuetudinem, dominationis cupidior videretur. Nam in Chersoneso per omnes illos, quos habitaverat, annos perpetuam obtinuerat dominationem tyrannusque erat appellatus, sed iustus. Non enim eam erat vi consecutus sed suorum civium voluntate, eamque cum bonitate retinebat. Omnes autem in Graecia dicuntur tyranni, qui potestate perpetua regunt civitatem, quae in libertate prius vixerit. Quapropter populus Miltiadem cupiditatis regni incusavit et exsilio decem annorum multavit. Nam maluit illum innoxium damnare quam ipse diutius in timore tyrannidis esse. Huius rei tamen cito Athenienses paenituit et Miltiades in patriam revocatus est.  Cornelio Nepote

TRADUZIONE

Milziade, dopo aver compiuto numerose e famose imprese, venne condannato all’esilio dai concittadini. Infatti gli Ateniesi, a causa della tirannide di Pisistrato, che era avvenuta pochi anni prima, temevano i personalismi di tutti i propri concittadini. Milziade, assai portato al comando e alle cariche pubbliche non sembrava poter rimanere come privato cittadino, soprattutto parendo spinto per abitudine alla brama di potere. Infatti per tutti quegli anni che aveva abitato nel Chersoneso aveva tenuto un ininterrotto dominio ed era stato chiamato tiranno, ma legittimo. Non l’aveva infatti ottenuto con la forza ma per libero volere dei suoi sostenitori e tale potere aveva mantenuto con la sua onestà. Tuttavia sono definiti e ritenuti tiranni tutti quelli che hanno un potere continuato, in quelle città che è abituata alla libertà. Perciò il popolo accusò Milziade di aspirazione al regno e lo condannò a dieci anni di esilio. Infatti preferì punirlo senza colpa piuttosto che starsene più a lungo nella paura di una tirannia. Presto tuttavia gli Ateniesi si pentirono di ciò e Milziade fu richiamato in patria.