Due fedelissimi di Gaio Gracco (pag. 365)

Cum iam prostrata et perdita essent consilia (programmi) Gai Gracchi et ipse, omni auxilio desertus, a tumultuantibus peteretur, duo tantum amici, Pomponius et Lectorius ab infestis et undique irruentibus telis oppositu corporum suorum texerunt. Pomponius etiam, quo (=ut) facilius ille evadere posset concitatum insequentium agmen in porta Trigemina aliquandiu acerrima pugna inhibuit nec vivus pelli potuit, sed, solum postquam multis confectus est vulneribus, transitum super cadaver suum eis dedit. Lectorius autem in ponte Sublicio constitit et eum, donec Gracchus transiret, sua virtute defendit. Deinde, vi iam multitudinis obrutus celeri saltu in Tiberim desiluit. Quam bonos habuisset milites Gracchus, si bonam causam secutus esset! et iustis magistratibus (cariche legali) functus esset! da Valerio Massimo

TRADUZIONE

Quando ormai erano crollati e perduti i programmi di Gaio Gracco ed egli stesso, privo di ogni aiuto, veniva ricercato dai rivoltosi, soltanto due amici, Pomponio e Lettorio fecero scudo dei loro corpi dai giavellotti pericolosi e che arrivavano da ogni parte. Pomponio inoltre, perché egli potesse sfuggire più facilmente alla schiera impetuosa degli inseguitori impedì per qualche tempo con acerrima battaglia la porta Trigemina e non poté essere sconfitto da vivo, ma solo esausto per le molte ferite permise loro il passaggio sul suo cadavere. Lettorio invece si pose sul ponte Sublicio e lo difese con il suo valore finché Gracco non fosse passato. Poi, ormai sopraffatto dalla violenza della moltitudine balzò giù nel Tevere con un veloce salto. Quanto fedeli soldati avrebbe avuto Gracco se avesse seguito una buona causa! E si fosse avvalso delle giuste cariche legali!

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