Eccessiva severità di un padre (pag. 372)

Pater quidam septem filios genuerat, quorum unus, cui nomen Cartomes erat, dicitur cotidie aliquid mali fratribus inferre solitus esse. Pater, cuius maxime intererat filios bona concordia uti, eum sui animi aegritudinem non celavit. «Nonne te pudet» inquit «cotidie molestia afficére tuos fratres? Vide ne aliquando tibi poenitendum sit mihi non paruisse, cum tibi non defuerint paterni monitus». Non tamen adulescenti potuit persuaderi ut ab iniuriis et maleficiis temperaret; quare pater eum in iudicium egit et a iudicibus petivit ut in eum severe consulerent et capite damnarent. Tunc iudices, tantam animi atrocitatem mirati, rem ad regem Artaxerxem detulerunt, qui patrem de tantae severitatis causa sciscitatus est. Cui respondit ille in arboribus amputandos esse malos surculos neve eis parcendum esse ne tota arbor ab his detrimentum caperet. Cum non effugisset regem quantum consilii in his verbis esset, patrem illum inter iudices sui regni advocari iussit.

TRADUZIONE

Un padre aveva messo al mondo sette figli, tra i quali si dice che uno, il cui nome era Cartomene, fosse solito far qualcosa di male ai fratelli. Il padre, al quale interessava moltissimo che i figli fossero in buona armonia, non gli nascose l’amarezza del suo cuore. “Non ti vergogni? – disse – a dare fastidio ogni giorno ai tuoi fratelli? Bada che non debba pentirti prima o poi a non avermi obbedito, poiché richiami paterni non te ne sono mancati”. Tuttavia non riuscì a persuadere il ragazzo ad astenersi da offese e cattiverie; per cui il padre lo trascinò in tribunale e chiese ai giudici che deliberassero con severità nei suoi confronti e lo condannassero a morte. Allora i giudici, meravigliati da tanta durezza, riferirono il fatto al re Artaserse, che chiese al padre la ragione di tanta severità. A lui egli rispose che negli alberi i germogli nocivi andavano amputati e che non bisognasse risparmiarli affinché l’intero albero non riportasse danni da questi. Poiché al re non sfuggì quanto saggezza vi fosse in queste parole, ordinò che egli fosse convocato tra i giudici del suo regno.

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