Città italiche durante la seconda guerra punica (pag. 375)

Cum Hannibal bello Punico secundo Alpes superavisset et Romanos compluribus proeliis profligavisset, magna parte Italiae potitus est. Tum multae civitates a Romanis ad Carthaginienses defecerunt, vel ab Hannibale fame et obsidione captae sunt. Regini tantummodo, homines magna fortitudine et fide, quamvis (benché) cibo et armis iamdiu carerent, a Romanorum societate non desciverunt. Petelia, contra, quod caput Bruttiorum est, Himilco, post multorum mensium obisidionem, vi et fame potitus est. Deficientibus enim alimentis frugum carnisque, quibus antea utebantur, oppidani coriis herbisque et radicibus vesci cogebantur. Tandem cum viribus et armis ad defensionem carerent, obsidentibus se dederunt. Interim Hannibal Consentia urbe intra paucos dies potitus est. In qua victoria ab omni vi et iniuria abstinuit et omnibus civibus pepercit ita ut postea semper eorum amicitia et fide frui potuerit. Similis fuit sors Crotonis, quae antea Romanis faverat. Haec urbs opulenta armis virisque quondam fuerat, sed tum tot et tantis cladibus adflicta erat ut ex pristina multitudine civium minus viginti milibus hominum superessent. Quare brevi tempore, cum eam obsidione circumedissent, ea potiti sunt hostes.

 

TRADUZIONE

Annibale, avendo attraversato le Alpi durante la seconda guerra Punica ed avendo sconfitto i romani in numerose battaglie, si impadronì di una gran parte dell’Italia. Allora molte città disertarono l’alleanza coi Romani a favore dei Cartaginesi oppure furono catturate da Annibale per fame ed assedio. Solo i Reggini, uomini di grande forza d’animo e fedeltà, benché già da tempo mancassero di cibo e di armi, non si sottrassero all’alleanza coi Romani. Al contrario, Imilcone s’impadronì di Petelia, che è la capitale dei Bruzzii, con la forza e con la fame, dopo un assedio di molti mesi. Mancando infatti i prodotti della terra e la carne, di cui facevano uso prima, i cittadini erano costretti a nutrirsi di cortecce, erbe e radici. Alla fine, poiché erano privi di forze ed armi per la difesa, si arresero agli assalitori. Intanto Annibale conquistò la città di Cosenza in pochi giorni. In tale vittoria si astenne da ogni violenza ed offesa e rispettò tutti i cittadini sicché in seguito poté sempre godere della loro amicizia e fedeltà. Simile fu la sorte di Crotone, che in precedenza aveva sostenuto i Romani. Questa città nel passato era stata ricca di armi e di uomini, ma a quel tempo era afflitta da tante e tanto grandi sciagure che dell’antica popolazione erano sopravvissuti meno di ventimila uomini. Perciò, avendola cinta d’assedio, i nemici la conquistarono in poco tempo.

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