Schiavi fuggitivi (pag. 374)

Athenis servi liberaliter habebantur (erano trattati) et qui publicis ministeriis (servizi) fungebantur, prope iure civium fruebantur. Sed in servos privatos dominus vitae et necis potestatem habebat neque eis ignoscebat qui graviter peccabant. Quamvis familiariter dominis uterentur, tamen, si occasionem nanciscebantur, fugiebant ut recuperata libertate frui possent. Tum dominus tabellam huius generis in ostio adponebat: «Aristippi servus, nomine Hermogenes, cognomine Niger, natione Lydius, aufugit. Viginti annorum est, longus, imberbis; verrucam in laeva gena habet, alterius oculi vitio affectus est; cum fugit, rubra clamide indutus erat. Qui eum ad dominum reduxerit, duobus milibus drachmarum donabitur. Totidem accipiet qui dixerit quo fugerit. Cum eo Bias, Aristarchi servus, profugit. Parvo corpore est, caeruleis oculis, latis humeris. Palliolo indutus, arculam cum pecunia, qua ante fugam furtim potitus est, gerit. Si quis eum reduxerit, tantum pecuniae quantum pro Hermogene accipiet. Si quis de utroque aliquid declarare poterit, magistratum adeat». Cum autem servus fugitivus ad dominum reductus erat, gravibus poenis afficiebatur et in eius fronte littera F candenti ferro imprimebatur.

TRADUZIONE

Ad Atene i servi erano trattati con liberalità e coloro che svolgevano servizi  pubblici, godevano quasi dei diritti dei cittadini. Ma sui servi privati il padrone aveva potere di vita e di morte e non era indulgente verso coloro che mancavano gravemente. Sebbene avessero buoni rapporti con i padroni, tuttavia, se trovavano l’occasione, fuggivano per potere godere della libertà recuperata. Allora il padrone attaccava alla porta un messaggio di questo tipo: “Il servo di Aristippo, di nome Ermogene, cognome Niger, Lidio di nazionalità, è scappato. Ha vent’anni, alto, imberbe; ha una verruca sulla guancia sinistra ed un difetto all’occhio destro (opposto); quando è fuggito era vestito con una clamide (mantello greco) rossa. Chi lo riporterà al padrone avrà in dono 2000 dracme. Altrettanto riceverà chi dirà il luogo dove è fuggito. Con lui è fuggito via Biante, servo di Aristarco. È di corporatura modesta, occhi celesti, spalle larghe. Vestito con una mantellina e porta un cofanetto con del denaro, che ha rubato prima della fuga. Se qualcuno lo riporterà riceverà tanto denaro quanto per Ermogene. Se qualcuno potrà dire qualcosa sull’uno o l’altro, si presenti al magistrato”. Quando poi il servo fuggitivo veniva riportato dal padrone, veniva colpito da pesanti pene e sulla sua fronte veniva impressa una F con un ferro incandescente.

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